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Il
mini-reattore CVCF1 (Curcio Valerio
Cold Fusion)
è composto da tre moduli separati e corrispondenti, in ordine, alle
prime tre immagini. Il
primo modulo è rappresentato da un circuito raddrizzatore a due
semionde, capace di far circolare in tutto il sistema una corrente
massima di 25 ampere. La
tensione d'ingresso è la classica 220V alternata, quella della rete
domestica, che oscilla con una frequenza di 50Hz. Il raddrizzatore,
quando ad esso non è collegato il modulo condensatore, restituisce una
tensione positiva variabile da 0V a 220V con frequenza pari a 100Hz
(tensione raddrizzata a due semionde). L'ingresso
del raddrizzatore è protetto da due fusibili da 10A. L'uscita
del raddrizzatore è cortocircuitata da una resistenza da 10MW
con potenza massima dissipata pari
a 10W e che serve a scaricare il modulo condensatore allo spegnimento
del reattore, ma non viene
attraversata da corrente quando il reattore è in funzione. Il
secondo modulo è rappresentato da quattro condensatori elettrolitici da
68uF collegati in parallelo, per una capacità totale di 272uF. La
tensione massima sopportata è pari a 400V. Questo modulo ha la funzione
di stabilizzare la tensione in uscita dal primo modulo su valori quasi
costanti compresi tra i 290V e i 300V. Il
modulo condensatore è collegato in parallelo all'uscita del ponte
raddrizzatore presente all'interno del primo modulo. Il
terzo modulo è rappresentato da un contenitore rigido in acciaio INOX
che funge da anodo (collegato, cioè, al polo positivo uscente dal primo
modulo). All'interno di questo modulo avviene la migrazione dei protoni
presenti in soluzione verso il catodo, a causa dell'elevata differenza
di potenziale presente tra le pareti dello stesso ed il catodo,
collegato al polo negativo uscente dal primo modulo. Il
catodo rappresenta il cuore del reattore. Esso è visibile nell'ultima
immagine della sequenza ed è costituito da un elettrodo al Wolframio
puro (meglio conosciuto come Tungsteno). |