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Materiale didattico
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In ricordo di Ettore Majorana Ettore Majorana torna dalla Germania nel 1933, nei mesi in cui i "ragazzi di via Panisperna", capitanati da Enrico Fermi, si mettono al lavoro sulla radioattività. E' l'anno in cui Hitler inizia la sua ascesa, divenendo cancelliere della Germania unificata, ed in Italia il fascismo si afferma in modo sempre più forte ed arrogante. Le intuizioni dei fisici europei si affollano, fanno ressa. "Disintegrazione" propone cautamente la Noddak, "formazioni nucleari di carattere esplosivo" precisa autorevolmente Joliot, "guerra atomica" suggerisce Szilard... E' in questo periodo di generale irrequietezza che Majorana comincia a isolarsi dal suo gruppo: diventa scorbutico, addirittura intrattabile. Eppure si immerge nello studio per un numero di ore eccezionale durante le sue notti insonni. C'è una relazione tra l'irrequietezza del mondo scientifico e quella di Majorana? Si data da questo periodo una delle sue frasi d'obbligo: "La fisica è su una strada sbagliata. Siamo tutti su una strada sbagliata". E' il 1934, l'anno del primo grande successo dei ragazzi di via Panisperna. Ma è un successo che si basa sulla spiegazione equivoca dell'elemento 93. Mentre il mondo scientifico continua a parlarne, la Noddak avanza l'audace teoria secondo la quale Fermi e i suoi avrebbero "spaccato" l'atomo di uranio. La spiegazione, sbrigativamente bocciata come inattendibile, rivelerebbe sconcertanti orizzonti: disporre dell'enorme energia dell'atomo, l'energia atomica. E' forse questa prospettiva a terrorizzare Majorana, ad isolarlo polemicamente dagli amici e dal mondo? E' un fatto che Ettore Majorana, il "teorico" del gruppo, non dà nessun contributo alle ricerche dei suoi amici e, pur restandone al corrente, non è mai menzionato tra gli autori di quelle fondamentali scoperte che più tardi si riveleranno inesatte e incomplete proprio dal punto di vista "teorico": la specialità di Ettore. Dovranno passare quattro anni prima che le lacune vengano colmate. Soltanto alla fine del 1938 due studiosi tedeschi, Otto Hahn e Fritz Strassman, dimostreranno che Ida Noddak aveva ragione e individueranno la vera natura di quegli esperimenti: si è trattato in sostanza di una "scissione nucleare". Mentre i ragazzi di via Panisperna fissano in un brevetto risultati e speranze delle loro ricerche, Ettore sembra aver chiuso con la fisica. Il "teorico" Ettore Majorana "sapeva già"? Quali sarebbero state le conseguenze se tale spiegazione fosse stata evidente prima del 1938? Mussolini ed Hitler sarebbero stati i primi a realizzare la bomba atomica? Emilio Segrè risponde così: "Dio, per i suoi intenti imperscrutabili, ci rese tutti ciechi". E se Majorana avesse visto giusto sin d'allora e per questo avesse voluto scomparire, ritirarsi in un luogo remoto, uccidersi, per non collaborare alla costruzione di un mondo di cui, forse, il suo genio aveva intuito la spietatezza? Qualche mese dopo la scomparsa di Majorana, Fermi partì per gli Stati Uniti d'America, dove, più tardi, avrebbe giocato un ruolo di primo piano nella costruzione della bomba atomica. Sette anni dopo avverrà Hiroshima.
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