Il re è nudo, anzi la regina...

   
Carola Rackete
Mi sono accorto quasi per caso della polemica, tutta politica, scatenata dal mancato reggiseno dell'ormai ex capitana della nave ONG Sea-Watch 3, la tedesca Carola Rackete, in occasione dell'udienza in tribunale di qualche giorno fa. Oramai non se ne può più! Ogni pretesto è buono per mantenere l'Italia in un perenne clima da campagna elettorale, per la gioia di chi vuole che la gente dia apertura alla propria valvola di sfogo dell'odio nel web. Ma non sono qua per commentare i patetici post degli odiatori professionisti del web, né per partecipare al tetro teatrino dei pro e contro. Ciò che mi spinge a scrivere questo post è da un lato una iniziativa che giudico carina, intelligente e assolutamente condivisibile, ossia quella lanciata da due ragazze di Torino per il 27 luglio, nella quale si invitano le donne a fare le cose di tutti i giorni normalmente ma senza reggiseno, dall'altra la presa di posizione di tanti odiatori e odiatrici professionisti contro questa manifestazione (a tale proposito mi è bastato leggere qualche tweet dell'account della Lega Nord, che sul tema ha scatenato una discussione a senso unico). 
Pur ammettendo che io stesso ho subito notato l'assenza del reggiseno, guardando la foto su Repubblca.it della conferenza stampa tenuta da Carola Rackete a fine udienza, è noto a tutti che la polemica è stata scatenata in modo particolare dal quotidiano di Vittorio Feltri, identificando il mancato indumento intimo con la sfrontatezza della giovane donna, additata come una ricca viziata che oltraggia la magistratura presentandosi nuda all'udienza.
Ma questi stessi che si attaccano a tali particolari, di scarsa importanza, ma di grande visibilità (in e per tutti i sensi, soprattutto di Vittorio Feltri) non sono coloro che si stracciano quotidianamente le vesti nel vedere donne islamiche non vestire all'occidentale? Non sono quelli che a un comizio mostravano bambole gonfiabili in veste di donne delle istituzioni?
Le domande che pongo a questo punto sono chiare e dirette:
Perché utilizzare il corpo della donna per i propri fini, anche ed evidentemente elettorali? Critiche se hanno il velo, critiche se non hanno il reggiseno, critiche se hanno una minigonna; ritorno al medioevo o al futuro a seconda della convenienza!
Perché non credere alla buona fede delle persone, almeno fino a prova contraria? Magari questa giovane donna è semplicemente abituata a non portare il reggiseno, quindi per lei è del tutto normale non averlo anche in circostanze particolari, come può essere un'udienza in tribunale. E' una donna tedesca, da quelle parti è normale non portare il reggiseno. E se pensiamo alle modelle nelle grandi sfilate di moda? Forse gridiamo allo scandalo o ne scrivono negativamente i giornali?
Chi vede volgarità in un atteggiamento del tutto normale, come può essere il non indossare il reggiseno, aizzando la folla mediocre che lo segue eccitata, denota depravazione e, di conseguenza, persona socialmente pericolosa. 
Allora che ben venga l'iniziativa del 27 luglio prossimo, in difesa della libertà della donna, della sacralità del suo corpo, indipendentemente da ogni considerazione di natura politica.
 
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