La macchina dell'odio

Americani arrestati in hotel di Roma Vicebrigadiere assassinato a Roma Imputato americano bendato in caserma Carabinieri a Roma
La storia è nota a tutti, anche se molti dettagli restano confusi, almeno a sentire le dichiarazioni degli inquirenti. Non è infatti di questo che voglio occuparmi perché non potrei dare alcun contributo utile alla vicenda. Esistono i magistrati per fare chiarezza. L'argomento di oggi è l'odio dilagante nei social, più o meno tollerato dalle forze politiche e gli atteggiamenti dei novelli delatori, i quali non perdono occasione di mettere alla gogna chiunque la pensi in un modo piuttosto che un altro, indipendentemente dal colore politico. 
Tutto nasce da una prima diffusione di notizie evidentemente false. Mi riferisco ai presunti (per molti reali) omicidi nordafricani. Mentre l'odio già surclassava il dolore per una neonata famiglia distrutta, un ministro si ritagliava oltre mezzora nella TV pubblica per un comizio privo di contraddittorio e pieno zeppo di illazioni e false dichiarazioni, tra l'altro a indagine ancora in corso.
Quanta ipocrisia in quei post di una parte politica e affini! Solidarietà urlata a pieni polmoni e a caratteri cubitali alle forze dell'ordine; richieste di maggiori tutele; sparare a vista; pena di morte e lavori forzati per i responsabili. Tutte frasi deliranti, forse scritte al momento, quando l'emozione e l'odio (razziale) era ancora fresco. "Sono molto arrabbiato" mi ha confessato un amico che non perdeva un solo minuto, già alle 8:30 del mattino, per condividere un post sui due nordafricani assassini.
Tutto odio fomentato in particolare da due forze politiche, presenti nel nostro Parlamento solo grazie a una forma degradata di democrazia liberale che noi contestiamo fermamente e che additiamo come principale responsabile di quanto sta accadendo oggi in Italia, dove alla sacra parola "libertà" sono stati associati diversi significati e sfumature ad personam.  
Poi il solito teatrino di politici e ministri. Non una comunicazione ufficiale da parte del Ministero dell'Interno, non una conferenza stampa, solo insignificanti e ridicoli tweet bambineschi e volgari che rilanciano ancora di più l'odio tra il popolino pedissequamente seguace.
Voi politici e ministri dovete parlare meno e agire di più. Sprecate intere giornate a scrivere patetici sproloqui sui social invece di lavorare. La solidarietà è vuota se non seguono azioni di fatto! Fate in modo che chi è chiamato al sacro dovere di difendere il cittadino possa farlo in sicurezza, con mezzi e numeri adeguati. Non scrivetelo sui social, come se al governo ci fossero entità astratte. In alternativa ammettetelo e dichiarate solennemente: "NON SIAMO CAPACI!!!"
Siamo giunti al punto che ogni episodio debba per forza presupporre una dicotomia politica: "o con noi o con loro". E qui vengo all'ultimo episodio, quello dell'americano bendato. Come prima, non commento la notizia perché ogni buon cittadino dovrebbe conoscere almeno l'ABC di uno Stato di Diritto, in primis un uomo dello Stato come può essere, per esempio, un ministro della Repubblica.
Si può essere solidali con le Forze dell'Ordine (e guai a non esserlo), ma anche critici contro metodi che non sono, come già detto, compatibili con uno Stato di Diritto. 
 
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