Sabato, 3 Febbraio 2018

 

Ricomincio da qui.

Non più il caro vecchio sito web, ma un nuovo progetto che mi rispecchia meglio. Decisamente più povero e austero, questo vuole essere uno spazio aperto alle idee, ai pensieri, a quelle storie delle quali, come spero, anche voi vogliate farmi dono.

Ho ormai passato i quarant'anni, quell'età del non ritorno, dove a terminare sono solo gli anni migliori e di certo non quelli più belli. È giunta l'ora dell'impegno maturo, cosciente e consapevole. Chi ha deve dare. Quella forza fisica che mi ha sempre contraddistinto oggi si è meglio distribuita all'interno del mio essere complessivo, un po' di meno nei muscoli un po' di più dentro, nella mente, nell'animo.

L'idea di dar vita a questo nuovo progetto è nata il 28 Gennaio scorso, giorno del mio onomastico e anche non (dopo vi spiego il perché), all'indomani della Giornata della Memoria 2018 che mai come quest'anno ho sentito mia, tutta mia. Mi ha dato una bella spinta positiva la decisione del Presidente della Repubblica di nominare Senatrice a Vita Liliana Segre, italiana torinese di origine ebraica, vittima delle leggi razziali, deportata e sopravvissuta agli orrori del campo di sterminio di Birkenau. Sono d'accordo col pensiero nobilissimo di questa grande donna e testimone vivente di quell'inferno terreno: bisogna opporsi con ogni mezzo all'INDIFFERENZA, causa prima di ogni male. Questo è l'obiettivo specifico di questo mio nuovo progetto. Lo farò nei modi che più mi saranno congeniali, mantenendo sempre il giusto distacco da ogni possibile politicizzazione di ciò che penso e dico. Il mio pensiero è apolitico e apartitico. Affermo questo in quanto sono pienamente d'accordo con la definizione di "Stato Fascista" data da Primo Levi nel suo libro "Così fu Auschwitz" e che di seguito riporto.

"Ci siamo accorti che l'uomo è un sopraffattore: è rimasto tale, a dispetto di millenni di codici e di tribunali. Molti sistemi sociali si propongono di raffrenare questa spinta verso l'iniquità e il sopruso; altri invece la lodano, la legalizzano e la additano come ultimo fine politico. Questi sistemi si possono, senza alcuna forzatura di termini, designare come FASCISTI: conosciamo altre definizioni del fascismo, ma ci sembra più preciso, e più conforme alla nostra esperienza specifica, DEFINIRE FASCISTI TUTTI E SOLI I REGIMI CHE NEGANO, NELLA TEORIA O NELLA PRATICA, LA FONDAMENTALE UGUAGLIANZA DI DIRITTI FRA TUTTI GLI ESSERI UMANI; ora, poiché l'individuo o la classe i cui diritti vengono negati raramente si adatta, in regime fascista si rende necessaria la violenza o la frode. La violenza, per eliminare gli oppositori, che non possono mancare; la frode, per confermare ai ligi che l'esercizio del sopruso è lodevole e legittimo, e per convincere i sopraffatti che il loro sacrificio non è un sacrificio, oppure che è indispensabile in vista di qualche scopo indefinito e trascendente. I vari regimi fascisti differiscono fra loro per il prevalere della frode o rispettivamente della violenza."

Si capisce quindi che si può essere fascisti indipendentemente dal colore politico, sia esso rosso, nero o con qualsivoglia sfumatura. 

 

Voglio ora spiegarvi la faccenda già rimandata dell'onomastico.

Ricordo che da piccolo lo festeggiavo il 28, poi in alcuni anni il 29, poi ancora il 28, e così avanti sempre in questo strano balletto. Devo dire che mi ci sono voluti più di quarant'anni per decidermi a farla finita e capire una volta per tutte quale fosse la vera data del mio onomastico. Da una ricerca che mi ha tenuto incollato al computer per non più di trenta secondi ho appreso che di santi Valerio ne esistono diversi e, cosa strana, si ricordano tutti o quasi nel mese di Gennaio. Ho scoperto che esiste un San Valerio di Saragozza, che si festeggia il 14, il 22 o il 28, a seconda dei paesi e un San Valerio di Ravenna che si festeggia il 29 (ce ne sono anche altri ma evito di citare tutto il calendario). Una telefonata ha fugato ogni dubbio; mia mamma mi ha detto che il santo di cui porto il nome è proprio quello di Ravenna. Quindi il mio onomastico è il 29 Gennaio e non si discute più.

Devo dire che questa confusione secolare è nata anche dai battibbecchi che da sempre ho avuto con mio fratello maggiore. Lui ha sempre sostenuto che il mio santo non è in ogni caso così importante, visto che sul calendario al 28 c'è sempre stato San Tommaso d'Aquino e al 29 San Costanzo. Se San Valerio fosse stato un santo importante, sostiene lui, di certo lo avresti letto ogni anno e su ogni calendario cristiano che si rispetti. Il suo ovviamente compare sempre!

 

Valerio Curcio

valerio@valeriocurcio.com